Ci accorgiamo raramente del momento in cui un desiderio diventa nostro. Quando siamo in grado di riconoscerlo, possiede già un nome, un oggetto, una direzione. Qualcosa ci attrae, qualcuno ci convince, un comportamento ci appare normale, una possibilità acquista prestigio. Molte di queste inclinazioni sembrano appartenere alla regione più personale dell’esperienza.
Gabriel Tarde comincia proprio qui.
Prima che un’opinione diventi la mia opinione, attraverso quali relazioni è passata? Prima che qualcosa diventi desiderabile, quali esempi ne hanno costruito il valore? Come fa una differenza nata in un punto della società a diffondersi, incontrare altre differenze, essere accolta, respinta o trasformata?
Tarde guarda la società a distanza ravvicinata. Cerca il sociale nel passaggio di una credenza, nella propagazione di un desiderio, nella ripetizione di una pratica, nella conversazione che modifica un giudizio. Le istituzioni, le norme e le forme collettive restano reali; la sua domanda riguarda i processi attraverso cui sono state costruite e continuano a essere riprodotte.
La teoria dell’imitazione nasce dentro questa ricerca e non la esaurisce. Accanto alla ripetizione esistono invenzione, opposizione e adattamento; accanto alle condotte visibili circolano credenze e desideri; accanto alla folla fisicamente riunita compare il pubblico disperso, collegato dalla stampa e dalla consapevolezza di condividere la stessa attenzione.
Da questo insieme emerge una domanda che riguarda direttamente la libertà:
quanto di ciò che chiamiamo “mio” era già in circolazione prima di diventare mio?
Tarde non dissolve l’individuo nella società. Rende più complessa la sua provenienza. L’autonomia deve fare i conti con una storia di relazioni che ha già contribuito a formare ciò che appare credibile, desiderabile, prestigioso o degno di essere rifiutato.
La scelta arriva su un terreno che possiede già una storia.
Indice
Gabriel Tarde in breve
Gabriel Tarde nasce a Sarlat nel 1843 e muore a Parigi nel 1904. Giurista, magistrato, criminologo, sociologo e filosofo, trascorre gran parte della prima carriera come giudice istruttore nella città natale. La criminologia e la statistica giudiziaria sono tra i primi territori nei quali sviluppa le domande che lo condurranno verso una teoria generale del sociale.
Il suo nome rimane legato soprattutto a Les Lois de l’imitation, pubblicato nel 1890. L’imitazione, tuttavia, acquista significato dentro un sistema più vasto: Tarde studia come emergono le novità, come si propagano, che cosa accade quando correnti differenti entrano in conflitto, come si formano pubblici e opinioni, quale ruolo abbiano credenze e desideri nella vita sociale.
La sua domanda fondamentale riguarda il passaggio: come qualcosa entra nella relazione tra due individui e, ripetendosi, trasformandosi e combinandosi, acquista consistenza collettiva.
Perché Tarde conta
Le società ci appaiono attraverso forme già stabilite: istituzioni, lingue, consuetudini, gerarchie, mercati, sistemi di valore. Tarde dirige invece l’attenzione sui processi minuti attraverso cui quelle forme vengono costruite e riprodotte.
Davanti a una pratica diffusa chiede come abbia cominciato a circolare. Davanti a una convinzione condivisa cerca le relazioni che l’hanno trasmessa. Quando compare una novità, segue il percorso attraverso cui viene adottata, contrastata, modificata e combinata con altre possibilità.
Un giudizio pronunciato da qualcuno viene ripreso; una soluzione tecnica trova imitatori; un gusto acquista prestigio; una conversazione modifica il significato di una notizia. Migliaia di eventi locali possono infine stabilire regolarità che appaiono collettive.
Tarde rende visibile questa costruzione. La società, nella sua prospettiva, continua ad accadere attraverso relazioni, differenze e ripetizioni.
Il problema umano
La provenienza di ciò che sentiamo nostro
Una scelta può essere giudicata razionale, conveniente, morale, impulsiva. Prima di qualunque valutazione resta una domanda più elementare: con quali desideri e con quali credenze siamo arrivati davanti alle alternative?
Tarde porta il problema della libertà verso questa zona precedente.
Una convinzione può essere profondamente sincera e avere una lunga genealogia sociale. Un desiderio può appartenerci e aver appreso il proprio oggetto osservando desideri altrui. Un gusto può distinguerci pur essendosi formato nell’incontro tra modelli differenti.
La provenienza sociale non rende falso ciò che pensiamo. Mostra piuttosto che la nostra interiorità possiede una storia di relazioni.
L’autonomia diventa allora una capacità di lavorare su ciò che abbiamo ricevuto: riconoscerne le provenienze, confrontare modelli diversi, accettarne alcuni, modificarne altri.
È qui che Tarde incontra la domanda attorno a cui Cerchi d’inchiostro costruisce la nona triade:
quanto della nostra libertà si decide prima della scelta?
Vita essenziale
Gabriel Tarde nasce il 12 marzo 1843 a Sarlat, nel Périgord. Studia diritto e intraprende la carriera giudiziaria. Dopo alcuni incarichi precedenti, nel 1875 diventa giudice istruttore a Sarlat, posizione che manterrà fino al trasferimento a Parigi.
Parallelamente pubblica studi di criminologia, psicologia e sociologia. Negli anni Ottanta acquisisce crescente notorietà attraverso il confronto con la scuola criminologica italiana e l’elaborazione della propria teoria dell’imitazione.
Nel 1894 lascia Sarlat per assumere a Parigi la direzione della statistica giudiziaria presso il ministero della Giustizia. La nuova posizione amplia la sua presenza nel mondo intellettuale francese senza segnare l’inizio della sua teoria: quando arriva nella capitale, molti dei suoi problemi fondamentali sono già formulati.
Nel 1900 viene eletto alla cattedra di filosofia moderna del Collège de France e diventa membro dell’Académie des sciences morales et politiques.
Muore a Parigi il 12 maggio 1904. Henri Bergson gli succederà nella cattedra del Collège de France.
La vita che illumina l’opera
Il magistrato e la ripetizione
Nella biografia di Tarde, l’esperienza giudiziaria possiede un valore teorico.
Il magistrato incontra casi individuali; lo statistico vede regolarità. Il sociologo deve comprendere come le due scale possano appartenere allo stesso fenomeno.
Il crimine rende immediatamente visibile questa tensione. Ogni azione implica responsabilità, circostanze e storia personale; le statistiche mostrano però ricorrenze, distribuzioni e trasformazioni nel tempo.
Tarde rifiuta di sciogliere il problema ricorrendo semplicemente a un tipo biologico del criminale. La criminalité comparée, pubblicata nel 1886, contribuisce alla sua notorietà anche per l’opposizione alla teoria del tipo criminale sostenuta da Cesare Lombroso. Cerca invece di comprendere come comportamenti, modelli e condizioni sociali partecipino alla produzione delle condotte.
Dal 1887 collabora inoltre con le Archives d’anthropologie criminelle fondate dal medico legale Alexandre Lacassagne, uno dei principali interlocutori della criminologia francese alternativa alla scuola lombrosiana.
Da questi problemi emerge una domanda destinata ad andare molto oltre il diritto penale: come possono azioni singolari produrre regolarità collettive senza che l’individuo scompaia dalla spiegazione?
Le Lois de l’imitation saranno una risposta a questa domanda.
Quando la sociologia cerca il proprio oggetto
Tarde scrive mentre la sociologia europea sta ancora definendo i propri confini. Occorre stabilire che cosa renda propriamente sociale un fenomeno e quale livello della realtà debba essere privilegiato nella spiegazione.
Tarde individua il campo elementare del sociale nei rapporti tra gli individui: influenze, trasmissioni, opposizioni, conversazioni, processi attraverso cui qualcosa passa da una mente all’altra. Nei suoi scritti parlerà di psicologia intermentale o interpsicologia, distinguendo questa prospettiva sia dalla psicologia dell’individuo isolato sia dalla postulazione di una coscienza collettiva separata dalle persone che la compongono.
Gli individui stessi, tuttavia, non sono unità intatte che entrano in relazione soltanto dopo essersi costituite. Ognuno porta con sé imitazioni, differenze, eredità e combinazioni precedenti. Ogni nuova relazione avviene dunque tra esseri che sono già il risultato di altre relazioni.
Da questa profondità Tarde tenta di ricostruire il sociale.
Cerchi disciplinari
Sociologia
Tarde interroga la formazione del sociale seguendo relazioni, imitazioni, opposizioni, invenzioni e processi attraverso cui condotte e credenze acquistano consistenza collettiva.
Criminologia e diritto
L’esperienza di magistrato e gli studi sulla criminalità orientano le prime domande su responsabilità, ripetizione dei comportamenti, ambiente sociale e trasformazione delle istituzioni giuridiche.
Psicologia sociale
Credenza, desiderio, suggestione, conversazione e influenza fra individui formano il campo che Tarde descrive come interpsicologico o intermentale.
Filosofia
Monadologie et sociologie estende il problema verso differenza, molteplicità e composizione, mostrando che la teoria tardiana non coincide con una sola sociologia dell’imitazione.
Statistica
La statistica giudiziaria rende visibili regolarità aggregate e rafforza la domanda che accompagna Tarde: attraverso quali eventi e relazioni minute si formano fenomeni collettivi osservabili?
Economia
Con Psychologie économique, credenze, desideri, invenzioni e imitazioni entrano anche nello studio del valore, del consumo e dello scambio.
Le opere
Quattro cantieri di ricerca
L’opera di Tarde attraversa molti campi. Per comprenderne l’unità è più utile seguirne i problemi che accumulare titoli in ordine cronologico.
### Crimine, responsabilità, diritto
La criminalité comparée (1886) e La Philosophie pénale (1890) appartengono al Tarde criminologo. Qui prendono forma le domande sul rapporto tra comportamento individuale, influenza sociale e responsabilità.
Les Transformations du droit (1893) estende questa sensibilità al mutamento delle istituzioni giuridiche.
### Imitazione e organizzazione del sociale
Les Lois de l’imitation (1890) è il libro decisivo. Tarde studia la ripetizione sociale, i percorsi attraverso cui idee, bisogni e pratiche si propagano e le condizioni che favoriscono alcune imitazioni rispetto ad altre.
La Logique sociale (1895) amplia il problema: se le Lois mostrano come il tessuto sociale si forma, qui Tarde studia il modo in cui credenze, desideri e giudizi entrano in combinazioni, conflitti e sistemi.
L’Opposition universelle (1897) e Les Lois sociales (1898) collocano la ripetizione in una grammatica più ampia. La realtà sociale comprende anche opposizioni e processi di adattamento.
### Differenza e molteplicità
Nel 1893 Tarde pubblica nella Revue internationale de sociologie «Les monades et la science sociale». Il nucleo verrà successivamente rielaborato negli Essais et mélanges sociologiques del 1895 con il titolo Monadologie et sociologie.
È il Tarde più filosofico. La questione riguarda la natura delle unità, la differenza, la composizione e il rapporto tra il piccolo e il grande.
### Pubblico, opinione, economia
L’Opinion et la foule (1901) raccoglie studi dedicati alla folla, al pubblico, all’opinione e alla conversazione. Il volume mostra quanto la teoria dell’influenza sociale si sia ormai allargata verso le forme moderne della comunicazione.
Con i due volumi di Psychologie économique (1902), Tarde porta credenza, desiderio, imitazione e invenzione dentro lo studio del valore e dei fenomeni economici.
Le opere appartengono a campi differenti; una domanda continua a collegarle: come si formano e si trasformano le relazioni attraverso cui una società esiste?
Prima della scelta
Credenze e desideri in circolazione
L’imitazione è la porta d’ingresso più comune al pensiero di Tarde. Restare sulla soglia produce però una teoria troppo povera.
Nelle Lois de l’imitation, Tarde identifica in credenza e desiderio due contenuti fondamentali della trasmissione sociale. L’interesse per questa coppia è precedente al libro: già nel 1880 aveva dedicato uno studio specifico a La croyance et le désir e alla possibilità di misurarne l’intensità.
La società, dunque, non riproduce soltanto gesti visibili. Circolano modi di giudicare, aspettative, fini, aspirazioni, convinzioni. Una pratica viene adottata perché incorpora qualcosa che appare credibile o desiderabile. Un modello acquista forza perché si collega a orientamenti già presenti oppure ne introduce di nuovi.
Da qui possiamo formulare una delle chiavi editoriali della guida:
una società trasmette anche ciò che appare vero e ciò che appare desiderabile.
È una sintesi di Cerchi d’inchiostro, non una frase di Tarde. Permette però di cogliere la posta in gioco.
Prima che qualcuno compri, segua, rifiuti, ammiri o condanni qualcosa, quel qualcosa deve essere entrato nel suo campo delle possibilità. Deve poter apparire come oggetto di adesione, desiderio, timore o opposizione.
Quel campo viene costruito anche socialmente.
Una personalità fatta di molti apporti
La teoria dell’imitazione potrebbe suggerire individui progressivamente uniformati. Tarde introduce una complicazione decisiva.
Nella prefazione alla seconda edizione delle Lois de l’imitation, del 1895, osserva che una persona può ricevere elementi da modelli molteplici. La loro combinazione può contribuire proprio alla formazione di una personalità originale.
L’identità non richiede quindi un’origine incontaminata. Una persona può essere singolare per il modo in cui compone ciò che ha ricevuto.
La questione della libertà cambia di conseguenza. Non occorre immaginare un soggetto anteriore a ogni influenza; bisogna capire come un soggetto formato da molte relazioni possa lavorare su ciò che lo attraversa.
Come una differenza diventa società
Invenzione, imitazione, opposizione
Ogni ripetizione rinvia a qualcosa che, almeno una volta, è comparso come differenza.
Tarde chiama invenzione l’emergere di una variazione: un’idea, una soluzione, una tecnica, una forma espressiva, un nuovo modo di organizzare possibilità precedenti.
Per diventare socialmente rilevante, la novità deve incontrare altri. L’imitazione è il processo che consente a una differenza di propagarsi: qualcuno adotta una pratica, qualcun altro la riprende, un terzo la modifica. Una serie si forma.
La diffusione incontra però un ambiente già abitato da altre credenze, desideri e pratiche. Le correnti possono rafforzarsi, ostacolarsi oppure combinarsi. Da questa interferenza nasce l’opposizione.
Nelle Lois sociales, Tarde organizza questa dinamica attraverso tre grandi forme: ripetizione, opposizione, adattamento. La ripetizione rende possibile la propagazione; l’opposizione mette in relazione tendenze incompatibili; l’adattamento descrive le composizioni attraverso cui elementi prima separati o antagonisti possono trovare un nuovo assetto.
Nessuno di questi assetti è necessariamente definitivo. Nuove invenzioni e nuove correnti imitative possono riaprire il processo.
Il sociale appare così come una storia continuamente rinnovata di somiglianze e differenze.
Imitare senza copiare
Nel linguaggio comune, imitare significa spesso riprodurre consapevolmente il comportamento di qualcuno. Tarde assegna alla parola un’estensione maggiore: la trasmissione può essere deliberata o inconsapevole, esplicita oppure incorporata nell’abitudine.
Le Lois de l’imitation cercano inoltre alcune regolarità nella direzione dei processi imitativi.
Una riguarda il movimento dall’interno verso l’esterno: idee, fini, credenze e desideri tendono, nella costruzione tardiana, a essere trasmessi prima o più profondamente delle loro manifestazioni esteriori.
Un’altra riguarda il prestigio. Tarde descrive storicamente una tendenza dell’imitazione a procedere dal modello percepito come socialmente superiore verso chi lo riconosce come tale. Il termine “superiore” appartiene al vocabolario gerarchico dell’epoca e non implica per noi un valore intrinseco: indica soprattutto una posizione dotata di prestigio e capacità di essere imitata. Nelle società moderne, lo stesso Tarde osserva come grandi città e nuovi centri di influenza possano sostituire antiche aristocrazie nella funzione di modello.
A queste direzioni si affianca il rapporto tra imitazione-moda e imitazione-costume. La moda favorisce la diffusione di modelli nuovi e provenienti dall’esterno; la consuetudine consolida ciò che è stato incorporato nella continuità del gruppo. Le due tendenze possono alternarsi nel tempo.
Tarde introduce infine la contro-imitazione. Possiamo definire il nostro comportamento facendo precisamente il contrario di un modello. In quel caso, però, continuiamo a lasciarci orientare da ciò che rifiutiamo.
La differenza non garantisce automaticamente indipendenza.
Il pubblico senza presenza
Conversazione e opinione
Con L’Opinion et la foule, Tarde affronta una trasformazione decisiva della società moderna: la crescente importanza di collettività i cui membri non hanno bisogno di trovarsi nello stesso luogo.
La folla implica compresenza fisica.
Il pubblico può essere disperso.
Persone lontane leggono le stesse notizie, seguono gli stessi avvenimenti, partecipano allo stesso dibattito e sanno che molti altri stanno facendo qualcosa di analogo.
Tarde descrive il pubblico come una forma di folla dispersa, nella quale l’influenza può operare a distanza. La distinzione nasce nell’epoca della grande stampa: il giornale collega persone che non si conoscono e produce una particolare simultaneità dell’attenzione. L’individuo può trovarsi fisicamente solo e appartenere, nello stesso momento, a una collettività.
La vicinanza dei corpi smette così di essere l’unico veicolo possibile dell’influenza sociale.
Sapere che gli altri ci sono
Nel pubblico conta anche la rappresentazione degli altri.
Non riceviamo soltanto un contenuto. Possiamo sapere, o presumere, che quel contenuto sia letto, discusso o condiviso da molti.
La percezione della diffusione entra allora nell’esperienza stessa. Un’opinione può acquistare peso perché appare ampiamente condivisa; un tema può sembrare importante perché molte persone vi dedicano attenzione.
Tarde sta osservando la stampa del proprio tempo. Da quella analisi possiamo ricavare una domanda più generale: che cosa cambia nel nostro giudizio quando la presenza sociale degli altri diventa percepibile anche senza incontrarli?
La conversazione
Accanto alla stampa, Tarde assegna alla conversazione un posto particolare.
La considera uno dei rapporti sociali elementari attraverso cui l’opinione prende forma. Un’informazione viene letta e poi raccontata; un giudizio cambia nel confronto; una convinzione si rafforza perché incontra consenso; una frase introduce un dubbio che prima non esisteva.
Tra il grande circuito della comunicazione e la vita individuale esiste quindi una zona di passaggio.
Un giornale raggiunge migliaia di persone; innumerevoli conversazioni locali lo interpretano, lo selezionano, lo contraddicono e lo trasformano.
Il pubblico tardiano è attraversato da queste relazioni.
Il sociale accade tra
Relazione, differenza e molteplicità
Il Tarde delle Lois de l’imitation non esaurisce il Tarde filosofo.
Monadologie et sociologie porta la domanda verso un livello più radicale: che cosa sono le unità che mettiamo in relazione quando parliamo di individui, gruppi, organismi, società?
Tarde riprende la tradizione monadologica di Leibniz e la trasforma. Le unità non appaiono come blocchi semplici e autosufficienti: possono essere pensate come composizioni, differenze organizzate, realtà costituite a loro volta da altre realtà.
La tesi si spinge molto oltre la sociologia umana. Tarde generalizza il concetto di società fino a parlare di società cellulari, atomiche e persino astronomiche. In questa costruzione metafisica, credenza e desiderio vengono estesi speculativamente oltre l’esperienza propriamente umana come forze elementari della realtà.
È uno dei punti più audaci e più controversi della sua opera.
La sociologia delle relazioni intermentali e questa “sociologia universale” non devono essere confuse. La prima studia rapporti umani concretamente osservabili; la seconda appartiene al tentativo filosofico di leggere attraverso relazione, composizione e differenza ordini molto più vasti della realtà.
Questo progetto spiega anche perché Tarde verrà ripreso, molto più tardi, da filosofi e sociologi interessati alla molteplicità, alle associazioni e alla continuità tra scale differenti.
Dal piccolo al grande
Tarde diffida delle spiegazioni che utilizzano una grande entità collettiva come causa senza ricostruire i processi che l’hanno prodotta.
Una nazione, un mercato, una classe, un’opinione pubblica possono avere effetti reali. La spiegazione resta incompleta se vengono assunti come punti di partenza autosufficienti.
Occorre seguire la costruzione: imitazioni che producono somiglianze, opposizioni che organizzano divergenze, invenzioni adottate e trasformate, relazioni che si accumulano fino a stabilire regolarità collettive.
Il grande conserva così la storia delle relazioni minute che hanno contribuito a formarlo.
Idee chiave
Il sociale si forma nei passaggi. Tarde osserva come qualcosa entri in relazione, venga ripetuto, trasformato e diventi una regolarità collettiva.
La differenza precede la ripetizione. Ogni serie imitativa rinvia a una variazione, un’invenzione o una combinazione che ha introdotto qualcosa di nuovo.
Credenze e desideri hanno una storia sociale. La circolazione riguarda anche ciò che appare vero, desiderabile, prestigioso o degno di rifiuto.
L’opposizione resta una relazione. Anche il rifiuto e la contro-imitazione possono continuare a dipendere dal modello cui si oppongono.
La distanza non impedisce la formazione di un pubblico. Stampa, conversazione e consapevolezza della presenza degli altri permettono forme collettive senza compresenza fisica.
L’individualità può nascere dalla composizione. Ricevere influenze differenti non elimina necessariamente l’originalità: può fornire il materiale attraverso cui una personalità costruisce una combinazione propria.
Concetti chiave
La grammatica tardiana
Imitazione indica il processo di trasmissione e ripetizione attraverso cui credenze, desideri, pratiche e modelli entrano nella vita sociale. Il termine ha in Tarde un’estensione maggiore rispetto al significato ordinario di copia consapevole.
Invenzione designa l’introduzione di una variazione capace di aprire una possibilità nuova. Senza propagazione può restare un evento locale; attraverso l’imitazione può diventare socialmente rilevante.
Opposizione compare quando correnti, desideri, convinzioni o soluzioni incompatibili si incontrano. La società tardiana contiene quindi conflitto oltre che convergenza.
Adattamento riguarda la formazione di nuove compatibilità e combinazioni fra elementi differenti dopo o attraverso le loro interferenze.
Credenza e desiderio sono due forze fondamentali attraverso cui Tarde legge la vita mentale e sociale. Consentono di capire perché la teoria dell’imitazione riguardi anche ciò che gli individui ritengono vero o considerano desiderabile.
Contro-imitazione descrive una relazione nella quale il modello continua a determinare il comportamento attraverso il rifiuto: fare il contrario conserva un legame con ciò a cui ci si oppone.
Imitazione-moda e imitazione-costume distinguono due tendenze della diffusione: apertura verso modelli nuovi e provenienti dall’esterno, da una parte; consolidamento e trasmissione di modelli già radicati, dall’altra.
Pubblico è una collettività capace di esistere senza compresenza fisica. La stampa moderna rende particolarmente evidente questa forma.
Conversazione collega la circolazione generale delle idee alla loro rielaborazione locale e contribuisce, per Tarde, alla formazione dell’opinione.
Questi concetti acquistano significato nelle loro relazioni reciproche. L’invenzione senza diffusione resta isolata; l’imitazione senza differenza renderebbe incomprensibile la novità; l’opposizione presuppone correnti che siano già entrate in rapporto.
Tarde e Durkheim
Dove comincia il sociale?
Il confronto con Émile Durkheim attraversa la storia della ricezione di Tarde e una parte importante della nascita della sociologia francese.
Durkheim cerca di garantire alla sociologia un oggetto autonomo. I fatti sociali presentano proprietà che non possono essere spiegate semplicemente attraverso la psicologia del singolo individuo. Norme, istituzioni e forme collettive esercitano una realtà che deve essere studiata al proprio livello.
Tarde teme il movimento opposto: assumere il collettivo come spiegazione prima di aver ricostruito le relazioni che lo producono. Per lui regolarità e strutture possono essere comprese seguendo imitazioni, opposizioni, invenzioni, credenze e desideri che attraversano gli individui.
Il dissenso riguarda quindi la costruzione stessa dell’oggetto sociologico.
Nel Suicide del 1897, Durkheim dedica un intero capitolo all’imitazione e ne contesta esplicitamente la capacità di spiegare i fatti sociali. Tarde reagisce alle critiche nello stesso anno. Nel 1903 i due si confronteranno pubblicamente all’École des hautes études sociales di Parigi; dell’evento resta una documentazione limitata, ma sufficiente a confermare quanto la divergenza fosse ormai esplicita.
Possiamo condensarla con una formula editoriale:
Durkheim chiede che cosa conferisca al sociale una realtà propria; Tarde chiede attraverso quali processi relazionali ciò che appare come realtà collettiva venga prodotto e riprodotto.
La formula appartiene a Cerchi d’inchiostro. Serve a distinguere due direzioni della spiegazione, non a decretare un vincitore.
Oltre il dualismo individuo-società
La contrapposizione scolastica tra un Tarde individualista e un Durkheim collettivista rende entrambi più semplici di quanto siano.
Tarde parte dalle relazioni tra individui, ma quegli individui sono già formati da altre relazioni. Durkheim insiste sulla specificità del livello sociale senza sostenere che le persone cessino di esistere.
Il punto di frizione riguarda soprattutto la direzione della spiegazione.
Tarde tende a ricostruire le grandi configurazioni attraverso i processi elementari che le compongono. Durkheim cerca le proprietà che emergono al livello collettivo e che non possono essere ridotte alla psicologia individuale.
La sociologia continuerà a incontrare questo problema ben oltre la loro controversia.
Tarde e Le Bon
Dalla folla al pubblico
Gustave Le Bon e Gabriel Tarde appartengono al medesimo ambiente intellettuale della psicologia delle folle fin-de-siècle. Condividono parte del lessico della suggestione e del contagio, tipico della psicologia del periodo.
La vicinanza può però nascondere una differenza significativa.
Tarde aveva già affrontato nei primi anni Novanta il problema della criminalità delle folle nel confronto con la nascente psicologia collettiva e con autori italiani come Scipio Sighele. Le Bon pubblicherà Psychologie des foules nel 1895.
Le Bon concentra gran parte dell’attenzione sull’individuo immerso nella folla e sulle trasformazioni associate alla compresenza.
Tarde amplia progressivamente il campo. Studia la folla, ma segue anche lo sviluppo del pubblico disperso, della stampa, dell’opinione e della conversazione.
La società moderna sta costruendo forme di influenza capaci di attraversare la distanza.
Costellazione
Ciò che prepara Tarde
La filosofia di Leibniz offre il riferimento più evidente per la monadologia, anche se Tarde ne trasforma profondamente l’impianto.
Antoine-Augustin Cournot è una presenza importante nella sua formazione, soprattutto per il rapporto tra storia, contingenza e possibilità. Tarde lo legge già negli anni giovanili e la critica ha ricostruito il peso di questa presenza nel suo modo di pensare il rapporto fra regolarità e variazione.
La psicologia francese ottocentesca, la statistica giudiziaria e la criminologia costituiscono invece l’ambiente nel quale molte delle sue domande acquistano forma.
Cesare Lombroso appartiene alla costellazione soprattutto come interlocutore polemico. Alexandre Lacassagne, con cui Tarde collabora nelle Archives d’anthropologie criminelle, rappresenta invece uno dei riferimenti della criminologia francese che cerca alternative alle spiegazioni rigidamente biologiche.
Contemporanei, interlocutori, avversari
Émile Durkheim occupa il centro del confronto sociologico.
Gustave Le Bon condivide il problema delle folle e della suggestione, mentre il passaggio tardiano verso pubblico e conversazione apre un’altra direzione.
Georg Simmel costituisce un confronto particolarmente fecondo. Entrambi osservano la società attraverso forme di relazione, interazioni minute e processi che attraversano l’individualità senza cancellarla. L’accostamento va inteso come confronto tra problemi e sensibilità sociologiche, non come sovrapposizione dei sistemi.
Henri Bergson appartiene allo stesso ambiente filosofico parigino e succederà a Tarde nella cattedra del Collège de France. Le affinità individuate successivamente dalla critica non eliminano la distanza fra prospettive differenti: Bergson costruisce il proprio lavoro attorno a problemi come durata e coscienza; Tarde concentra qui l’attenzione su relazione, differenza e processi intermentali.
Riemersioni
La psicologia sociale, gli studi sull’influenza personale e alcune teorie della diffusione hanno continuato a incontrare problemi che Tarde aveva formulato.
Nel secondo Novecento Gilles Deleuze cita e rilancia Tarde dentro il proprio pensiero della differenza e della ripetizione. La ripetizione deleuziana, tuttavia, non coincide con l’imitazione tardiana.
Più tardi Bruno Latour recupera esplicitamente Tarde come possibile genealogia di una sociologia centrata sulle associazioni. È una rilettura contemporanea influente e discussa, non una continuità teorica lineare.
Fenomeni che Tarde aiuta a interrogare
Mode, reputazione, diffusione delle innovazioni, influenza, pubblici a distanza e formazione sociale del desiderio sono territori nei quali le categorie tardiane continuano a produrre domande.
Gli ambienti digitali rendono oggi particolarmente visibili alcuni di questi processi, pur appartenendo a un sistema tecnico e storico radicalmente diverso da quello osservato da Tarde.
L’eredità di Tarde
La fortuna di Tarde ha seguito un percorso irregolare.
Durante la sua vita gode di grande notorietà. Dopo la morte, la progressiva istituzionalizzazione della sociologia francese intorno alla scuola durkheimiana contribuisce a spostare il suo progetto in una posizione laterale. L’opera, tuttavia, non scompare: alcuni problemi continuano a circolare in criminologia, psicologia sociale, comunicazione e studi dell’influenza.
Le successive riscoperte hanno prodotto letture differenti: il Tarde dell’imitazione, quello della differenza, quello dei pubblici e dell’opinione, quello letto da Deleuze, quello riletto da Latour.
Questa pluralità testimonia la ricchezza dell’opera e insieme impone prudenza. Ogni riappropriazione illumina alcuni aspetti e può lasciarne altri nell’ombra.
Per Cerchi d’inchiostro, il punto è mantenere aperta questa distanza: comprendere prima il sistema storico, utilizzare poi le sue categorie per interrogare problemi successivi.
La ferita contemporanea
Quando ciò che è mio ha già una storia sociale
Il nostro presente rende la circolazione più visibile di quanto fosse nell’epoca di Tarde.
Vediamo quante persone approvano qualcosa, quali temi raccolgono attenzione, quali prodotti diventano desiderabili, quali giudizi vengono ripetuti. Reputazioni, preferenze e tendenze producono tracce misurabili.
Tarde non ha conosciuto piattaforme, feed algoritmici, social network o sistemi di raccomandazione. Le infrastrutture contemporanee introducono capacità di selezione, misurazione e automazione che appartengono a un’altra epoca.
La domanda tardiana conserva però la propria forza:
come qualcosa diventa socialmente credibile o desiderabile passando tra gli individui?
Il desiderio ha un ambiente
Molti desideri acquistano significato attraverso gli altri.
Un prodotto può comunicare appartenenza, una professione essere associata al prestigio, un luogo trasformarsi in meta desiderata, una forma del corpo acquistare valore normativo. Un’esperienza può apparire necessaria perché vediamo continuamente altre persone attribuirle importanza.
La lente tardiana invita a ricostruire queste circolazioni senza ricondurle tutte a un’unica intenzione manipolativa. L’influenza può essere deliberata, spontanea, diffusa; può provenire dalla famiglia, dal gruppo, da persone prestigiose, dai media, dalla percezione di ciò che molti fanno.
Il desiderio personale possiede anche un ambiente.
Comprenderlo permette di interrogare con maggiore precisione ciò che desideriamo e le relazioni attraverso cui quel desiderio è diventato possibile.
Reputazione
La reputazione esiste attraverso la circolazione.
Una qualità attribuita a qualcuno acquista efficacia sociale quando viene riconosciuta, raccontata e ripetuta. Il prestigio, già importante nelle leggi tardiane dell’imitazione, dipende quindi da una rete di credenze attraverso cui alcune persone, luoghi o pratiche diventano modelli.
Gli ambienti digitali rendono questo fenomeno immediatamente visibile. Recensioni, valutazioni, follower, classifiche e segnali di approvazione traducono alcune percezioni collettive in indicatori accessibili.
La domanda relazionale diventa particolarmente difficile: quanto il giudizio che formuliamo è già influenzato dal giudizio che sappiamo essere stato formulato dagli altri?
Viralità e trasformazione
Dire che un contenuto è diventato virale descrive soprattutto la rapidità della diffusione.
Il modello tardiano della propagazione invita a osservare anche che cosa viene trasmesso e come cambia durante il passaggio.
Può circolare una frase, un’immagine, una convinzione, un’indignazione, una forma di desiderio. Ogni ripetizione può modificare l’originale. La propagazione non equivale quindi necessariamente a una serie di copie identiche.
Imitazione e invenzione possono coesistere nello stesso processo.
La categoria tardiana non spiega da sola la viralità digitale, ma aiuta a separare la semplice estensione numerica dalla storia delle trasformazioni che avvengono durante la diffusione.
Opporsi agli altri continuando a dipendere dagli altri
La contro-imitazione introduce un punto particolarmente importante per il presente.
Un individuo o un gruppo può costruire la propria identità facendo sistematicamente il contrario di ciò che attribuisce a un altro individuo o gruppo.
L’opposizione produce differenza, ma quella differenza resta orientata dall’avversario.
Questa dinamica offre una lente parziale per alcuni processi di polarizzazione. Non basta a spiegare fenomeni nei quali intervengono istituzioni, sistemi politici, disuguaglianze, tecnologie e strategie organizzate. Mostra però che conformità e opposizione non sono sempre fenomeni indipendenti.
Talvolta il rifiuto continua a essere una forma intensa di relazione.
Pubblici digitali
Il legame più evidente con L’Opinion et la foule riguarda la possibilità di appartenere a una collettività senza condividere uno spazio fisico.
Gli ambienti digitali hanno portato questa condizione molto oltre la stampa studiata da Tarde. I membri del pubblico possono rispondere, produrre contenuti, osservare reazioni, misurare consenso e disaccordo. Le piattaforme selezionano inoltre ciò che ogni persona incontra.
La discontinuità tecnica è decisiva. Resta però riconoscibile la domanda:
che cosa ci lega a persone che non incontreremo mai e che contribuiscono comunque alla formazione del nostro campo di attenzione?
Tarde permette di formulare il problema prima di pretendere di risolverlo.
La libertà dentro le relazioni
Tarde non costruisce una teoria sistematica della libertà paragonabile a quelle che appartengono ad altre tradizioni filosofiche.
La sua sociologia modifica però le condizioni del problema.
Se i desideri hanno una storia, seguire ciò che desideriamo non basta a garantire autonomia. Se le credenze circolano, possedere un’opinione personale non significa conoscerne automaticamente la genealogia. Se l’imitazione appartiene alla vita sociale ordinaria, un’indipendenza assoluta dagli altri diventa una rappresentazione poco utile dell’esperienza umana.
La libertà può allora essere interrogata dentro le relazioni: riconoscere ciò che abbiamo ricevuto, comprendere le opposizioni che ci definiscono, scegliere fra modelli differenti, combinarli, trasformarli.
La società partecipa alla formazione del materiale sul quale la scelta dovrà lavorare.
Limiti e contraddizioni
Un concetto molto esteso di imitazione
Tarde attribuisce all’imitazione un campo estremamente ampio. Proprio questa capacità di collegare fenomeni diversi genera un problema teorico: quanto più il concetto include, tanto più diventa necessario precisare che cosa consenta realmente di distinguere.
Le critiche compaiono già durante la vita dell’autore e Tarde sente il bisogno, nella prefazione del 1895, di difendere e precisare l’estensione attribuita alla parola.
La teoria guadagna elasticità, ma rischia di diventare difficile da mettere alla prova se ogni convergenza viene letta come imitazione e ogni divergenza come contro-imitazione o opposizione.
È un limite metodologico reale.
Il linguaggio della suggestione
Le metafore dell’ipnosi, del contagio e della suggestione appartengono alla psicologia dell’epoca e compaiono anche in Tarde.
Le scienze sociali e psicologiche successive hanno distinto con strumenti più precisi apprendimento, conformità, persuasione, influenza, imitazione e comportamento collettivo.
Recuperare Tarde oggi richiede quindi anche di tradurre criticamente il suo vocabolario.
Dal piccolo alle istituzioni
La spiegazione tardiana è particolarmente potente quando segue propagazione, relazione e formazione delle somiglianze.
Diventa più problematica quando deve rendere conto della lunga durata di organizzazioni, apparati giuridici, strutture di potere e disuguaglianze stabilizzate.
Ricostruire le interazioni minute non rende sempre immediatamente trasparente la persistenza del livello istituzionale.
È uno dei luoghi nei quali il confronto con Durkheim conserva la propria utilità: le due prospettive rendono visibili problemi differenti.
La scommessa metafisica della monadologia
In Monadologie et sociologie, Tarde spinge la propria idea di relazione fino a una sociologia universale nella quale anche atomi, cellule e sistemi naturali vengono interpretati come società di elementi.
Credenza e desiderio assumono così una portata che supera l’esperienza psicologica umana.
È una delle parti filosoficamente più originali dell’opera e anche una delle più speculative. Il suo valore non deve essere confuso con quello empirico della sociologia dell’imitazione o degli studi sui pubblici.
Leggere Tarde nella sua interezza significa conservare insieme queste due dimensioni senza farne una sola.
Le ombre della psicologia delle folle
Tarde appartiene anche alla cultura fin-de-siècle che osserva l’ascesa delle masse con preoccupazione.
Alcuni suoi testi conservano gerarchie, generalizzazioni e stereotipi propri di quell’ambiente, comprese rappresentazioni delle folle e dei sessi oggi inaccettabili.
Questi elementi fanno parte dell’opera e del suo contesto.
La fertilità di una categoria non rende invisibili i limiti storici dell’autore che l’ha formulata.
Il rischio del precursore universale
La riscoperta contemporanea ha prodotto talvolta un Tarde sorprendentemente vicino a ogni teoria successiva delle reti, della comunicazione o del digitale.
È una tentazione comprensibile. Il suo pensiero possiede categorie forti di relazione, propagazione e differenza.
Ma una risonanza non equivale a un’anticipazione.
Leggerlo bene richiede di conservare entrambe: la capacità delle sue domande di attraversare il tempo e la distanza storica che separa quelle domande dalle nostre tecnologie e teorie.
Curiosità intelligenti
Tarde non scrisse soltanto sociologia, criminologia e filosofia. Elaborò anche Fragment d’histoire future, concepito già alla fine degli anni Settanta dell’Ottocento, completato negli anni successivi e pubblicato nel 1896. È un testo di immaginazione sociale e anticipazione, oggi classificato anche come fantascienza: un ulteriore segno della libertà con cui Tarde attraversava i confini disciplinari.
Errori comuni da evitare
Tre errori continuano a ostacolare la lettura di Tarde.
Ridurre Tarde all’imitazione. Le Lois sono decisive, ma invenzione, opposizione, adattamento, credenza, desiderio, differenza e pubblico appartengono allo stesso progetto.
Raccontarlo soltanto come lo sconfitto di Durkheim. La scuola durkheimiana acquisì un peso istituzionale assai maggiore; questo non esaurisce la storia della ricezione tardiana.
Trasformarlo nel precursore dei social network. È precisamente la forza delle sue categorie a rendere inutile quella forzatura: possono ancora essere usate senza attribuirgli tecnologie e fenomeni che non poteva conoscere.
Glossario essenziale
Adattamento — Processo attraverso cui elementi o tendenze differenti entrano in nuove forme di compatibilità.
Contro-imitazione — Relazione nella quale un modello orienta il comportamento attraverso il suo rifiuto.
Conversazione — Scambio sociale elementare attraverso cui informazioni, opinioni e giudizi vengono trasmessi e trasformati.
Credenza — Adesione a ciò che appare vero o plausibile; per Tarde costituisce, insieme al desiderio, una forza fondamentale della vita mentale e sociale.
Desiderio — Tensione verso un oggetto o un fine; partecipa alla formazione delle condotte e può propagarsi socialmente.
Differenza — Dimensione fondamentale della realtà tardiana dalla quale emergono invenzioni, variazioni e nuove composizioni.
Folla — Collettività caratterizzata dalla compresenza fisica dei suoi membri.
Imitazione — Forma della ripetizione sociale attraverso cui credenze, desideri, pratiche e modelli vengono trasmessi.
Imitazione-costume — Tendenza a ripetere e consolidare modelli già radicati nella continuità del gruppo.
Imitazione-moda — Tendenza ad adottare modelli nuovi o provenienti dall’esterno.
Intermentalità — Campo delle relazioni e delle influenze reciproche tra le menti.
Invenzione — Comparsa di una variazione che introduce una possibilità nuova nella vita sociale.
Monade — Unità attraverso cui Tarde rielabora la tradizione leibniziana in direzione di una filosofia della differenza, della relazione e della composizione.
Opinione — Configurazione mobile di giudizi e credenze che circolano tra individui, folle e pubblici.
Opposizione — Incontro conflittuale tra tendenze, credenze o desideri incompatibili.
Pubblico — Collettività i cui membri possono essere fisicamente separati pur condividendo attenzione e consapevolezza della presenza degli altri.
Ripetizione — Dinamica generale della riproduzione; nel campo sociale trova nell’imitazione una delle proprie forme decisive.
Percorsi di studio e lettura
Tarde può essere attraversato seguendo quattro direzioni principali.
Credenza e desiderio. È il percorso più vicino alla nona triade: quale storia sociale possiede ciò che il soggetto porterà con sé nel momento della scelta?
Invenzione, imitazione e opposizione. Mostra come una differenza diventi socialmente rilevante, incontri resistenze e venga trasformata durante la diffusione.
Pubblico, opinione e conversazione. Qui Tarde osserva una società nella quale le persone possono esercitare influenza reciproca anche a distanza.
Differenza, monadologia e composizione. È il percorso più filosofico e permette di comprendere quanto lontano Tarde sia disposto a spingere la propria idea di relazione.
Domande per orientarsi
Quando un’influenza diventa parte della nostra identità?
Quanto possiamo conoscere la provenienza dei nostri desideri?
Una personalità originale può nascere dalla combinazione di elementi ricevuti dagli altri?
In quali casi le relazioni minute bastano a spiegare la stabilità delle istituzioni?
Che cosa accade quando la diffusione di un’opinione diventa immediatamente visibile a chi deve formarsi un giudizio?
Nodi da ricordare
La società non è soltanto ciò che sovrasta gli individui: per Tarde va ricostruita attraverso relazioni e passaggi che continuano a produrla.
L’imitazione non è semplice copia: può essere consapevole o incorporata, combinarsi con invenzione, opposizione e contro-imitazione.
Credenze e desideri sono socialmente mobili: ciò che appare personale può avere una genealogia relazionale.
Il pubblico può esistere a distanza: la compresenza fisica non è condizione necessaria per appartenere allo stesso circuito di attenzione.
La libertà resta il problema aperto: quanto della nostra libertà si decide prima della scelta?
FAQ
Chi era Gabriel Tarde?
Gabriel Tarde fu un magistrato, criminologo, sociologo e filosofo francese nato nel 1843 e morto nel 1904. È conosciuto soprattutto per Les Lois de l’imitation e per una teoria del sociale centrata sulla circolazione di credenze, desideri, invenzioni e imitazioni tra gli individui.
Quali sono le opere principali di Gabriel Tarde?
Tra le opere principali figurano La criminalité comparée del 1886, Les Lois de l’imitation e La Philosophie pénale del 1890, Les Transformations du droit del 1893, La Logique sociale del 1895, L’Opposition universelle del 1897, Les Lois sociales del 1898, L’Opinion et la foule del 1901 e Psychologie économique del 1902. Il nucleo di Monadologie et sociologie appare inizialmente nel 1893 e viene rielaborato nel 1895.
Che cosa significa imitazione per Tarde?
L’imitazione è il processo attraverso cui elementi della vita sociale vengono trasmessi e ripetuti. Può riguardare comportamenti, pratiche, credenze e desideri e non richiede necessariamente una decisione consapevole di copiare qualcuno.
Quali sono le principali leggi dell’imitazione di Tarde?
Tarde distingue leggi logiche ed extra-logiche dell’imitazione. Tra le regolarità più note individua una tendenza della trasmissione a procedere dall’interno verso l’esterno, dai modelli dotati di prestigio verso coloro che li assumono come riferimento e attraverso l’alternanza tra imitazione-moda e imitazione-costume. Queste formulazioni appartengono al quadro sociale gerarchico dell’Ottocento e devono essere lette nel loro contesto storico.
Che rapporto c’è tra invenzione e imitazione?
L’invenzione introduce una variazione; l’imitazione permette a quella variazione di propagarsi. La vita sociale cambia quando nuove possibilità vengono create, adottate, contrastate e ricombinate.
Che cosa significa opposizione in Tarde?
L’opposizione emerge quando credenze, desideri, pratiche o invenzioni incompatibili entrano in rapporto. È una dinamica fondamentale del cambiamento sociale e impedisce di leggere Tarde come teorico della semplice conformità.
Quale ruolo hanno credenze e desideri?
Credenza e desiderio costituiscono per Tarde due forze centrali della vita psicologica e sociale. Ciò che circola tra le persone non comprende soltanto condotte visibili, ma anche convinzioni, aspettative e orientamenti verso determinati fini.
Qual è la differenza tra pubblico e folla?
La folla presuppone normalmente la compresenza fisica. Il pubblico può invece essere costituito da individui separati nello spazio che condividono la stessa attenzione e sanno di appartenere a un circuito comune.
Perché la conversazione è importante per Tarde?
Perché attraverso la conversazione informazioni, opinioni e giudizi vengono scambiati, rafforzati, contestati e trasformati. Tarde la considera uno dei rapporti sociali elementari che contribuiscono alla formazione dell’opinione.
Qual è la differenza tra Tarde e Durkheim?
Durkheim insiste sull’autonomia dei fatti sociali e sulle proprietà che emergono al livello collettivo. Tarde concentra maggiormente l’attenzione sui processi intermentali e sulle relazioni attraverso cui credenze, desideri e pratiche si aggregano in configurazioni più ampie.
Che cosa pensava Tarde del crimine e di Lombroso?
Tarde fu uno dei principali critici francesi della teoria lombrosiana del tipo criminale. Pur appartenendo alla criminologia del proprio tempo, attribuiva maggiore importanza alla responsabilità, alla statistica, all’ambiente sociale e alla propagazione dei comportamenti rispetto a una spiegazione rigidamente biologica della criminalità.
Che rapporto c’è tra Tarde e Le Bon?
Entrambi partecipano al dibattito sulla psicologia delle folle della fine dell’Ottocento. Tarde amplia però l’analisi verso il pubblico disperso, l’opinione, la stampa e la conversazione.
Che cosa sostiene Monadologie et sociologie?
Il testo sviluppa una filosofia della differenza e della molteplicità e generalizza radicalmente l’idea di società, fino a utilizzarla per aggregati biologici e fisici. È la parte più metafisica dell’opera tardiana e va distinta dalla sua sociologia empirica delle relazioni intermentali.
Che cos’è la psicologia economica di Tarde?
È il tentativo di applicare la psicologia intermentale ai fenomeni economici. In Psychologie économique Tarde interpreta valore, produzione, consumo e scambio considerando anche il ruolo di credenze, desideri, invenzioni e imitazioni.
Che rapporto c’è tra Tarde e Latour?
Bruno Latour ha recuperato Tarde come genealogia alternativa per una sociologia delle associazioni e delle reti di relazioni. Si tratta di una rilettura contemporanea influente, non della prova che Tarde avesse già formulato l’Actor-Network Theory.
In che modo Tarde può aiutare a leggere la società digitale?
Le sue categorie consentono di interrogare diffusione, reputazione, influenza, pubblici a distanza e formazione sociale del desiderio. Si tratta però di un’applicazione contemporanea: Tarde non conobbe piattaforme, algoritmi o social network e non deve essere presentato come loro anticipatore diretto.
Fonti e copyright
Questa guida distingue tra ricostruzione storica dell’opera di Gabriel Tarde, interpretazione critica consolidata e applicazioni contemporanee elaborate da Cerchi d’inchiostro.
Opere primarie
Gabriel Tarde, La criminalité comparée, 1886. Gabriel Tarde, Les Lois de l’imitation, 1890; seconda edizione, 1895. Gabriel Tarde, La Philosophie pénale, 1890. Gabriel Tarde, Les Transformations du droit. Étude sociologique, 1893. Gabriel Tarde, «Les monades et la science sociale», 1893; successiva rielaborazione come Monadologie et sociologie. Gabriel Tarde, La Logique sociale, 1895. Gabriel Tarde, Fragment d’histoire future, 1896. Gabriel Tarde, L’Opposition universelle, 1897. Gabriel Tarde, Les Lois sociales. Esquisse d’une sociologie, 1898. Gabriel Tarde, L’Opinion et la foule, 1901. Gabriel Tarde, Psychologie économique, 2 voll., 1902.
Archivi e strumenti di verifica
Bibliothèque nationale de France, catalogo generale e Gallica. Fonds Gabriel Tarde, Sciences Po / FranceArchives. Bibliothèque Gabriel Tarde, École nationale d’administration pénitentiaire. Éditions numériques des Classiques des sciences sociales, Université du Québec à Chicoutimi.
Studi e letture critiche
Anne-Marie Rocheblave-Spenlé e Jean Milet, Gabriel Tarde. Écrits de psychologie sociale. Matei Candea, a cura di, The Social after Gabriel Tarde: Debates and Assessments. Robert Leroux, a cura di, The Anthem Companion to Gabriel Tarde. Theo Lorenc, traduzione e introduzione a Monadology and Sociology. Philippe Besnard e Massimo Borlandi, edizione e studio di Contre Durkheim à propos de son Suicide. Studi pubblicati in L’Année sociologique, Revue française de sociologie, Revue d’Histoire des Sciences Humaines e altre sedi accademiche specialistiche.
Le sezioni dedicate a reputazione, viralità, polarizzazione, pubblici digitali e formazione contemporanea del desiderio costituiscono applicazioni interpretative di Cerchi d’inchiostro. Non vengono attribuite a Tarde come previsioni di fenomeni tecnologici successivi.
Le opere di Gabriel Tarde considerate in questa guida appartengono al pubblico dominio. La struttura interpretativa, i moduli proprietari, le connessioni con il presente e il testo editoriale della guida appartengono al progetto Cerchi d’inchiostro.
Prosegui la lettura
Georg Simmel permette di proseguire il percorso attraverso le forme della relazione, la vita moderna e la costruzione dell’individualità.
Alexis de Tocqueville apre un altro accesso al rapporto tra opinione, conformità e società democratica.
Vilfredo Pareto affronta da una prospettiva differente la relazione tra credenze, condotte e aggregazioni sociali.
Pier Paolo Pasolini consente di portare nel Novecento italiano il problema della formazione sociale dei desideri e dell’omologazione.
Epicuro costituisce il passaggio precedente della nona triade: prima di interrogare la provenienza sociale dei desideri, occorre comprendere quale rapporto intratteniamo con essi.
Chiusura editoriale
Tarde viene ricordato attraverso l’imitazione. La sua domanda più profonda riguarda però ciò che la ripetizione rivela sulla nostra provenienza.
Un’invenzione appare in qualche punto della società. Viene ripresa, modificata, contrastata. Entra nelle conversazioni. Attraversa pubblici che non hanno bisogno di incontrarsi. Può diventare abitudine, reputazione, opinione. Credenza e desiderio si spostano insieme alle pratiche che li rendono visibili.
Alla fine di molti di questi passaggi compare qualcuno che dice: io credo, io desidero, io scelgo.
Quelle parole restano vere. Tarde ci chiede di osservare ciò che contengono.
Una lingua ricevuta. Modelli incontrati. Persone ammirate. Opinioni ascoltate. Rifiuti attraverso cui abbiamo definito una posizione. Elementi presi da mondi diversi e ricomposti in una combinazione che può diventare singolare.
La provenienza sociale non cancella l’individuo. Gli assegna un compito più difficile.
Comprendere ciò che è entrato nella propria esperienza prima del momento in cui quella esperienza viene chiamata “mia”.
La libertà, allora, non appare come uno spazio vuoto finalmente sottratto alle influenze. Comincia dentro una trama già esistente, quando diventiamo capaci di riconoscerla e di decidere che cosa farne.